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GRANDE ORIENTE D'ITALIA DELLA MASSONERIA DI RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO

   
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- Dell'Ordine e del Rito in generale -

 

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Dei Lavori di Loggia

296. Ogni Loggia fisserà ne' suoi particolari Regolamenti il numero delle Sedute ordinarie da tenersi nel corso del mese, nonche i giorni e le ore delle riunioni. Dovrà tenersi obbligatoriamente una Tornata al mese in grado di Apprendista, la quale dovrà indispensabilmente essere consacrata alle ricezioni già sanzionate, ed alla istruzione generale dei Fratelli.. Le Sedute di secondo e terzo grado hanno luogo secondo il calendario prefissato..

297. I biglietti di convocazione debbono diramarsi almeno 3 giorni prima della Seduta; ed allorchè si tratti di ricezioni, di elezioni o installazioni dei Dignitari o Ufficiali di prima e seconda classe, di discussioni in materia di rito, di revoca di deliberazioni già prese, o di altro affare riguardante l'Ordine in generale, i biglietti di convocazione dovranno farne menzione, a meno che, sia tutto stabilito da un calendario in possesso ad ogni singolo fratello.

298. Non mai prima di mezz'ora dopo di quella indicata nell'invito s'incominceranno i lavori d'una Loggia. Sette Massoni però bastano per incominciarli, purchè vi siano tra essi tre Maestri. Prima di entrare nel Tempio i Fratelli sono tenuti a firmare il registro di presenza.

299. Chiusa la porta del Tempio per dar principio ai lavori, i Fratelli Serventi che guardano il vestibolo baderanno che niun Massone, nium membro della Loggia si accosti alla porta dei Tempio. Essi annunzieranno i visitatori che si presentano.

300. Ogni Massone deve reputarsi felice, se è destinato alla guardia esterna del Tempio per coprirne con precauzione i lavori; e specialmente se si abbiano a conferire gradi super;ori al suo, giacchè la sua docilità è la maggiore dimostrazione dei suoi diritti a novella Luce.

301. Tutti i Fratelli vestiranno in Loggia l'abito dell'Ordine secondo il rispettivo grado, e si decoreranno del fregio della Loggia, i Dignitari e gli Ufficiali porteranno i d:stintivi della loro carica.

302. il cataiogo (quadro) di tutti i membri della Loggia deve stare affisso nella sala dei passi perduti almeno nei giorni di Seduta.

303. Il Venerabile è il Presidente della Loggia. In mancanza è supplito dall'ex Venerabi'e, che lo è dal Primo Sorvegliante e questi dal Secondo. Se le tre Luci manchino, il Primo Esperto presiederà i lavori, e, se neppur questo fosse presente, la Loggia sarebbe presieduta preferibiimente da uno dei più anziani Maestri costituiti in carica.

304. Il Primo Sorvegliante, non presente, è supplito dal Secondo, e questi dal Primo Esperto. In mancanza poi di altri Ufficiali o di alcuno degli aggiunti, il Venerabile o chi ne fa le veci ordina che siano essi interinalmente rimpiazzati da chi loro succeda in Ufficio, o da altri che nella sua prudenza egli creda idoneo.

305. AIlorchè il Venerabile annunzia con un colpo di maglietto che sta per aprire i lavori, il Copritore interno va a guardare, armato di spada, la porta del Tempio, dalla quale non potrà mai discostarsi senza essere ritualmente rimpiazzato.

306. Seguita l'apertura dei lavori con le forme prescritte dal Rituale, niuno può parlare, nè muoversi dal posto senza il permesso del Venerabile, il quale farà leggere dal Segretario la Tavola disegnata dai lavori precedenti, previo avviso ai Fratelli di prestare la massima
attenzione.

307. Nè prima nè durante la lettura della cennata Tavola può darsi l'ingresso nel Tempio ad alcun visitatore, tranne agli illustri Fratelli del 31, 32, 32..C.-.C.•.0. e 33° grado ed ai membri de! Grande Oriente. Questi non debbono mai attendere, allorchè si presentino, se non pel tempo indispensabile ai preparativi degli onori che loro spettano. Ogni lettura, discussione o votazione è sospesa, sino a che non abbiano essi preso posto nel Tempio.

308. Ogni membro della Loggia, che, previe le formalità del Rito, entra nel Tempio dopo incominciati i lavori, resta tra le colonne e non va al suo posto che coll'assenso del Venerabile.

309. Finita la lettura, il Venerabile permette ai Fratelli di farvi le loro osservazioni per indi invitarli a sanzionarla con la loro approvazione.

310. Sanzionata la Tavola dai Fratelli e cifrata dall'Oratore e dal Segretario, il Venerabile invita il Regolatore o F\ Cerimoniere a viaggiare nella via smarrita per vedere se vi siano visitatori. In caso affermativo, si eseguiranno le norme che saranno spiegate ove si tratterà di visitatori e degli onori loro dovuti. Poi prosegue nei lavori nell'ordine seguente:
a) appello nominale dei FF\ presenti
b) lettura delle Tavole pervenute alla Loggia dalle autorità dell'Ordine, da altre Logge
o dai Fratelli;
c) discussione e votazioni eventuali, ammissione dei profani, affiliazione e regolarizza
zione di Fratelli.
d) affari di famiglia;
e) lettura di un pezzo di architettura costruito da un Fratello e relative discussioni.
f) nello specifico, vedesi art.13 del Regolamento interno contenuto nel Ritulale di 1° gr.

311. Semprechè un Fratello desideri la parola, la chiede al Sorvegliante della sua
colonna, stendendo verso di lui il braccio destro. Il Sorvegliante batte un colpo di maglìetto ed annuncia la domanda al Venerabile. Il Fratello che ha ottenuto il permesso di parlare si alza e si tiene all'ordine, non volgendo mai ad altri il discorso, che al solo Venerabile, il quale può dispensarlo dallo stare in piedi. Ne sono dispensati di diritto i Massoni dei gradi accennati nell'articolo 300 che possono anche parlare senza il permesso tutte le volte che loro piaccia, non presumendosi che facciano essi abuso di talefacoltà. Essi soli e le tre luci della Loggia (battendo questi ultimi un colpo di mag;ietto) possono interrompere un discorso di un Fratello, che lo riprenderà quando gli si permetta.

312. Se il Venerabile partecipi alla Loggia un argomento, che proponga egli stesso, o se tale argomento sia da altri proposto, egli dovrà ordinare ai Sorveglianti di aprire la discussione sulle colonne, accordando la parola a chi voglia esternare la sua opinione in proposito.

313. In nessun caso si può chiedere la parola sull'oggetto medesimo più di tre volte: a meno che il Venerabile per giusti motivi stimasse utile il concederla per la quarta volta.

314. Non è giammai permesso di parlare in Loggia nè di religione nè di affari di Stato, nè di altro oggetto profano. I mendaci e qualsivoglia dolorosa asserzione sono rigorosamente puniti.

315. II Venerabile può invitare ['Oratore a presentare i suoi schiarimenti e le sue osservazioni sopra un oggetto posto o da porsi in discussione. e l'Oratore deve prestarvisi riservandosi le sue finali conclusioni in proposito. Indi dà luogo agli ulteriori apprezzamenti sulle colonne, dietro le osservazioni dell'Oratore ed invita finalmente quest'ultimo ad emettere le sue conclusioni; date le quali a niuno è lecito più di parlare sull'oggetto, ed il Venerabile pone col solito rito ai voti la deliberazione.

316. II voto della Loggia si manifesta per alzata e seduta o levando la mano, secondo le disposizioni del Venerabile . Tuttavia, se l'argomento richiede poco tempo ed un Fratello dimandi che il voto sia preso con lo scrutinio segreto, il Venerabile ne fa la proposizione alla Loggia. Se questa opini per lo Scrutinio, questo avrà luogo col rito più innanzi spiegato.

317. Nessun voto o ordine del giorno è permesso sui temi indicati nell'articolo 314. Ogni deliberazione che riguarda la forma, le finanze, l'amministrazione, il lustro, la istruzione, e, generalmente il bene particolare della Loggia, deve prendersi nei prescritti modi in tempo dei lavori regolari, e, se venisse applaudita, il Segretario deve pure accennarlo nella Tavola. Giammai la Loggia si aduna senza che sia redatto il verbale di quanto vi si dice o vi si fa.

318. Ogni deliberazione presa dai Fratelli, non radunati legalmente a norma dei presenti Statuti, è irregolare e nulla di sua natura e conseguentemente non obbligatoria in alcun modo per la Loggia. Può anzi considerarsi come attentato alla libertà ed ai diritti sì dell'Ordine Massonico in generale, come della medesima Loggia in particolare, e deve quindi, secondo le circostanze, venirne informato il Grande Oriente.

319. Un Fratello, che durante una discussione o uno scrutinio parlasse ad un altro ed avvertito dal Sorvegliante non desistesse, sarebbe privato del voto del pari che quelli che lo avessero ascoltato.

320. Ogni Libero Muratore deve rispettare le deliberazioni della Loggia. Tutti aspetteranno in silenzio il risultato dello scrutinio, ciascun applaudirà al sentimento generale, e niuno avrà la vanità di credere che il proprio parere valga più di quello del maggior numero.

321. II Fratello presente alla discussione non può dispensarsi dal votare. Se egli fa una opposizione e la Loggia la rigetti, non gli sarà lecito di ricalcitrare, a pena di non essere più convocato.

322. Il Venerabile imporrà di coprire il Tempio al Fratello che disturbasse la Loggia con maniere indecenti, o con parole ingiuriose, specialmente verso i Dignitari ed Ufficiali. Nemmeno si può in Loggia accusare un Fratello di colpa grave nè di qualsiasi operato che ferisca la di lui reputazione.

323. Nell'ordine dei lavori in Loggia le iniziazioni, le filiazioni e le così dette regolarizzazioni sempre si preferiscono ai lavori ordinari: e se questi fossero scarsi vi si supplirebbe con la lettura del catechismo, o con altre istruzioni atte a promuovere la conoscenza della morale massonica.

324. Ove i lavori abbiansi per poco e per giusta causa a sospendere e non convenga il chiuderli affatto, il Venerabile invita il Secondo Sorvegliante a porre ]'Officina in ricreazione. Allora ciascuno può lasciare il suo posto e parlare di altri oggetti libero da ogni formalità, conservando però tutta la decenza e non uscendo dall'Officina senza il solito permesso. Per rimetterla in attività, il Venerabile batte un colpo di maglietto, edinvita il Primo Sorvegliante a far che i lavori sospesi riprendan vigore. II Primo Sorvegliante eseguisce.

325. Stando i lavori in attività, niun Dignitario od Ufficiale può lasciare il suo posto in Loggia, se prima non sia rimpiazzato. L'atto di un rimpiazzo anche momentaneo è sempre accompagnato dal reciproco abbraccio fraterno.

326. Se il Venerabile, dopo di essere uscito dalla Loggia vi rientri in tempo di attività di lavori, gli si deputeranno, se e’ possibile, due Maestri di Cerimonie e tre Fratelli provveduti di stelle. In questo caso non si fa volta di acciaio.

327. Il Venerabile permetterà in seguito ad ogni Fratello di fare proposte a viva voce in vantaggio della Loggia e dell'Ordine in generale: ma baderà che si facciano ben ponderate, onde non si promuovano discussioni inutili e noiose. Tra i Liberi Muratori tutto deve essere senno, benefizio e giubilo.

328. Terminato ogni lavoro d'importanza, il Venerabile ordinerà che vada in giro il sacco delle proposizioni per mezzo del Censore o di un Maestro di Cerimonie. Ciascun Fratello vi ripone per iscritto le domande o proposizioni, che gli piacciono: ma, perchè non si distinguano quei che le fanno, niun potrà dispensarsi dall'immettere nel sacco la mano chiusa ritirandola indi aperta. Le schede debbono essere sottoscritte.

329. II sacco è vuotato sull'Ara. Il Venerabile conta il numero delle schede in presenza dell'Ufficiale che le ha recate e del Fratello Oratore, indi se ne comunica alla Loggia il contenuto senza però enunciare il nome del fratello firmatario.

330. Se la proposizione ha per oggetto iniziazioni, affiliazioni, o regolarizzazioni, il Venerabile si riserva di nominare i Commissari, giusta quanto verrà detto in proposito. Se verte sopra aumenti di paga, si rinvia alla prima Adunanza del grado chiesto. Se contiene domande di soccorso si eseguirà quanto è prescritto in proposito dell'Elemosiniere. Se vi si espongano accuse o se dessa sia riservata al solo Venerabile, il Medesimo non la legge, e !a conserva riservandosi di decidere. Se dovesse ritenere la lettuta sconveniente, d’intesa con l'Oratore, o l'a brucia, ovvero ne rimette la discussione alla prima Seduta, secondo i casi. Anche all'altra Seduta possono rimettersi quelle proposizioni o domande che non siano urgenti.

331. Dopo ciò il Venerabile farà portare in giro dal Fratello Elemosiniere il tronco di beneficenza, il cui prodotto sarà contato, dopo la chiusura dei lavori, dall'Oratore, notato dal Segretario e consegnato all'Elemosiniere medesimo E' non massonica, e quindi irregolare e nulla, ogni Seduta, in qualsiasi grado, nella quale si ometta di beneficare la indigenza.

332. Il Venerabile chiuderà la Loggia con le forme circostanziate nei Rituali.

333. Il Venerabile avra’ cura di far passare l’elenco dei fratelli che non hanno fatto conoscere alla loggia il motivo della loro assenza al fratello Elemosiniere ondeprocuri a beneficio dei poveri l’incasso delle ammende stabilite dai Regolamentid ella Loggia per simile cagione

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