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GRANDE ORIENTE D'ITALIA DELLA MASSONERIA DI RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO

   
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- Dell'Ordine e del Rito in generale -

 

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Dell'Oratore

86. L'Oratore è il primo tra gli Ufficiali di prima classe; deve avere il grado di Maestro, salvo che in una Loggia non ancora provveduta di membri più elevati in grado. Ma la carica di Oratore richiede che sia conferita a chi ha il dono della parola, ed uno spirito giusto, chiaroveggente, ed imparziale; poichè la Loggia fissa quasi sempre la sua opinione sulle di lui conclusioni.

87. L'Oratore mantiene la osservanza degli Statuti dell'Ordine e dei Regolamenti della Loggia e deve tenere gli uni e gli altri innanzi a sè nelle sedute per richiederne la esecuzione se alcuno tentasse di violarli. Egli deve considerarsi il Procuratore delI'Ordine ed il controllo in nome dell'Ordine stesso.

88. Allorchè il Segretario legge la Tavola dei lavori dell'ultima Seduta, l'Oratore tiene sotto gli occhi il primo abbozzo per collazionarlo con la Tavola redatta, e, trovata l'una conforme all'altra_ vi appone la firma e consegna la bozza all'Archivista.

89. L'Oratore ha facoltà d'interrompere la lettura di qualunque Tavola architettonica non disegnata secondo lo spirito dell'arte reale. Se l'umore trasportasse uno o più Fratelli oltre i limiti della decenza, egli può domandare la chiusura dei lavori. L'Oratore è l'interprete della Loggia. Non può in alcun caso rifiutare il suo visto e la sua firma sulle spedizioni dalla Loggia ordinate.

90. Può chiedere la parola per illuminare la questione e farvi delle osservazioni riservandosi le sue ultime conclusioni.

91. II Venerabile, sembrandogli sufficientemente discussa una mozione, richiederà le conclusioni dell'Oratore, il quale riassume le opinioni, presenta le questioni nel più chiaro aspetto ed emette il suo voto motivato, che dicesi conclusione. Questa è sempre diretta al bene della Massoneria in generale, o della Loggia in particolare, in preferenza del bene individuale dei Fratelli. Egli fa l'analisi delle diverse proposizioni ed osservazioni, concilia possibilmente i pareri e ne riduce il risultato a due o tre punti, onde la Loggia possa orientarsi con sicuro criterio al deliberato più opportuno. Si guardi bene però dalle asprezze e dai personalismi, tralasci i fiori della retorica per non attenersi che al fondo del suo soggetto.

92. Emessa la conclusione, a niuno più è lecito di prendere la parola sull'oggetto, non rimanendo ai Fratelli che la libertà di votare in favore o contro la discussa mozione.

93. L'Oratore deve dare le sue conclusioni anche sul lavoro prodotto da Commissioni speciali. In questo caso è in sua facoltà il ritenere il lavoro per restituirlo alla prossima seduta, accompagnato dalle sue conclusioni verbali e scritte.

94. Se l'oggetto in discussione non è ben precisato e chiaro, l'Oratore può chiedere che si proponga di nuovo ai Fratelli e loro si lasci nuovamente libera la parola, per indi dare a tempo debito le sue finali conclusioni.

95. II Venerabile mette finalmente ai voti, non già la conclusione dell'Oratore, ma la mozione primitiva sulla quale la conclusione è caduta. Ma se la conclusione, senza escludere affatto la mozione, vi porti soltanto un cambiamento, in questo caso si chiederà il voto dei Fratelli, o per la mozione quale fu fatta, o per il rigetto totale, o per la modificazione dall'Oratore proposta.

96. Nella iniziazione ai diversi gradi, e specialmente al primo, l'Oratore pronunzia analoghi discorsi per la istruzione dei neofiti sopra i doveri annessi alla qualità massonica, dalla quale vengano rivestiti.

97. Deve l'Oratore spargere i fiori della eloquenza sulla tomba dei Fratelli che cessano di vivere, col tessere l'elogio di tutte le loro virtù.

98. Nella ricorrenza di ogni festa dell'Ordine l'Oratore pronunzierà una orazione, sviluppando qualche importante argomento massonico e traccerà un quadro di quanto si è fatto in Loggia, dall'ultima festa celebrata a quella che si celebra. A tale effetto l'Archivista ed il Segretario gli consegneranno, contro ricevuta, tutte le Tavole occorrenti. La sua orazione dovrà rimanere depositata in Archivio.

99. Se la Loggia ordinasse la stampa o il trasporto fuori la Officina di qualche pregiato pezzo di architettura, può l'Oratore esaminarlo e deve farlo, se ne venga espressamente incaricato.

100. Anche un pezzo di architettura che un Fratello presenti alla Loggia, prima di deporlo in Archivio, deve passare alla revisione dell'Oratore.

101. La censura dell'Oratore si limita in tutti i casi a vedere se il lavoro sia fatto secondo le regole, i principii, e col linguaggio dell'arte massonica.

102. Se gli autori non vogliono adottare le correzioni dell'Oratore, può nominarsi, a richiesta degli uni o dell'altro, una Commissione che esamini il lavoro di concerto con essi.

103. In assenza dell'Oratore le sue funzioni sono esercitate dall'Oratore aggiunto il quale, se l'oratore titolare sopravvenga in pendenza di una discussione già incominciata, deve progredire sino a che abbia date le sue conclusioni, anche in presenza dell'Oratore titolare.

104. Il posto dell'Oratore è alla testa della colonna del Primo Sorvegliante, cioè della Colonna del Nord a poca distanza dal trono. II suo scanno è di due scalini più alto di quelli della colonna.

Del Segretario

 
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