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GRANDE ORIENTE D'ITALIA DELLA MASSONERIA DI RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO

   
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- Dell'Ordine e del Rito in generale -

 

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Della elezione dei Dignitari ed Ufficiali

265. Nella prima Seduta, dopo la festa di S. Giovanni Evangelista, il Venerabile in esercizio, previo avviso a tutti i Fratelli della Loggia, ordina che si proceda alla rinnovazione e nomina dei Dignitari e Ufficiali.

266. Si deve fare tutto il possibile, perchè tutte le cariche indistintamente vengan occupate da Fratelli almeno del grado di Maestro, tranne i Diaconi, i Portastendardo e l'Araldo, che possono venire eletti anche tra gli Apprendisti. Alla carica di Venerabile importa che sia eletto, per quanto sarà possibile, un Fratello decorato dei più alti gradi.

267. Nessun Massone può occupar carica qualunque in una Loggia quando non sia stabilmente domiciliato nell'Oriente ove la Loggia ha il suo Tempio, nè essere Dignitario, nè Ufficiale di prima e seconda classe in due Logge diverse, poste all'Oriente medesimo; ma solo in quella ove ha ricevuto la prima luce o si è primieramente affiliato, salvo diverse disposizioni emanate dal Governo dell’Ordine.

268. Nella Tornata in cui si deve procedere alle elezioni e dopo che i lavori sono stati aperti, secondo il Rito in grado di Apprendista, l'Oratore pronunzierà un discorso sulla importanza dell'oggetto e sulla imparzialità da osservarsi nelle nomine. Indi, ad invito del Venerabile, il Primo Esperto e l'Esperto Censore disporranno un tavolino in mezzo alla Officina con un'urna ed i comodi per scrivere restando poi armati di spada ai due lati del tavolino per impedire qualunque disordine ed irregolarità.

269. II Venerabile in esercizio annunzia che va a procedersi alla elezione del nuovo Venerabile. Tutti gli Apprendisti ed i Compagni coprono il Tempio. Gli altri Fratelli, rimanendo ai loro posti osservano il più profondo silenzio sotto la comminatoria di essere privati del diritto di votare ed anche invitati a coprire il Tempio.

270. La votazione per il nuovo Venerabile si compie come segue: il Venerabile in esercizio, accompagnato dal suo Diacono e da due Maestri di Cerimonie, va in mezzo al Tempio, scrive tre nomi sopra una scheda che getta nell'urna e ritorna al trono. Indi i due Maestri di Cerimonie conducono tutti gli altri Fratelli, due a due, a fare lo stesso, incominciando dai due Sorveglianti, e riconducendo tutti al loro posto, in modo che non trovinsi mai più di due al tavolino, dando la precedenza a quelli della prima colonna.

271. Quando tutti i Fratelli avranno posto nell'urna il loro triplice voto, i due Maestri di Cerimonie, e poi i due Esperti vi pongono il loro. I due primi si ritirano al loro posto, e gli altri due, cioè gli Esperti, portano l'urna al trono. Il Venerabile trovato il numero di schede uguale a quello dei votanti, legge ad alta voce, in presenza dei due Esperti, i nomi che vi contengono. Il Segretario nota i voti che rispettivamente risultano in favore dei candidati.

272. Quei tre nomi che dallo spoglio delle schede risultino avere ottenuto numero maggiore di voti sono notati sopra una scheda separata: e, fatti rientrare gli Apprendisti ed i Compagni, l'Oratore legge ad alta voce i nomi dei tre candidati, enuncia il numero dei suffragi da ciascuno di essi riportato e richiede si apra lo scrutinio fra essi tre per la nomina del Venerabile.

273. Alla votazione si procederà soltanto con palle bianche e nere; le rosse non saranno nemmeno distribuite. Il bussolo circolerà sulle colonne al solito modo. Si comincerà dallo scrutinare il candidato, che avrà riunito meno suffragi; indi quello del numero intermedio; e finalmente l'altro del numero maggiore. Colui dei tre, in favore del quale siavrà il maggior numero di palle bianche, purchè costituenti la maggioranza dei votanti, sarà proclamato Venerabile. In questi scrutini tutti i Fratelli della Loggia, anche gli Apprendisti e Compagni hanno voto, tranne i soli tre candidati.

274. Nominato il nuovo Venerabile, il Venerabile in esercizio dirà: «Miei cari Fratelli, il G\ A\ D\ U\ sorgente purissima di ogni perfezione, fa scelta del Fratello N.., per dirigere i lavori di architettura in questa OFFICINA, ed illuminare i devoti OPERAI-. Questa proclamazione sarà seguita da festosi applausi.

275. Lo stesso metodo di votazione per mezzo di schede, scritte dai Fratelli a due a due in mezzo al Tempio, si userà per la elezione di tutti gli altri Dignitari ed Ufficiali sino allo Spedaliere inclusivamente: se non che il voto scritto è unico non triplice per ciascuna carica, e niuno delle divisate nomine avrà luogo se non a maggioranza assoluta di suffragi. Colui che ottiene questa maggioranza è sul momento proclamato: ma se la maggioranza assoluta non risulti per alcuno, si scrutineranno col mezzo delle palle bianche e nere quei due Fratelli che avranno riunito più voti, e rimarrà eletto quello in di cui favore risulteranno più palle bianche. Anche in questo come in tutti gli altri casi di elezione, non si adoperano palle rosse.

276. Per tutti gli Uffici inferiori a quello di Spedaliere, e per gli aggiunti alle cariche principali, la Loggia può determinare che si segua lo stesso metodo di elezione, ovvero che il Venerabile in esercizio proponga egli stesso alla di lei approvazione i Fratelli che meritano di essere prescelti.

277. Alla fine di ciascuna votazione le schede si bruciano, dopo però che il Venerabile abbia fatto dimandare sulle colonne se siavi alcun Fratello che voglia verificarle.

278. Le votazioni per la rinnovazione dei Dignitari ed Ufficiali importando di loro natura molta occupazione di tempo, la Loggia può sospendere i suoi lavori e riprenderli in sedute successive da tenersi al più presto. Ma, tutte le volte che ciò accada, non si sospenderanno i lavori, se prima il Venerabile in esercizio non faccia portare i debiti applausi alle già fatte elezioni.

279. Compiute le elezioni, il Venerabile avanti il primo dicembre ne dà partecipazione al Gr... Or.. al quale richiede il nulla osta, e, ottenuta regolare approvazione dal potere superiore, il Venerabile fa invitare con appositi biglietti di convocazione tutti i Fratelli della Loggia ad assistere alla prossima installazione dei nuovi Dignitari ed Ufficiali che avrà luogo con le norme appresso stabilite.

280. Sebbene i nuovi eletti fossero presenti alla loro elezione, pure il Segretario deve far loro conoscere la carica, cui sono chiamati, con apposita Tavola di avviso, sottoscritta dal Venerabile e da lui stesso.
281. Se nel corso dell'anno divenisse vacante alcuna carica, si procede immediatamente alla sostituzione con le regole stabilite negli articoli 270, 271, 272, 273, 275.

282. II Primo Sorvegliante, o altri che nel corso dell'anno funzioni da Venerabile, non godrà nell'anno seguente delle prerogative di ex Venerabile, se non quando abbia esercitato le funzioni di Venerabile almeno per sette mesi senza interruzione alcuna.

Della installazione e degli obblighi dei Dignitari ed Ufficiali

 
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