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GRANDE ORIENTE D'ITALIA DELLA MASSONERIA DI RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO

   
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- Dell'Ordine e del Rito in generale -

 

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Della iniziazione dei profani

344. Se la propagazione dell'Ordine è il più importante tra i lavori massonici, l'ammissione di un profano nel seno dell'Ordine medesimo, è il lavoro più pericoloso. Quindi niun uomo sarà mai iniziato nei misteri della Massoneria, se non abbia tutte le qualità accennate negli articoli 16 e 23.

345. La età richiesta per divenire Libero Muratore è di 21 anni compiuti. Al figlio di un Massone è necessaria la età di 18 anni. Se durante la minorità di alcuno di essi il padre muoia, o passi a vivere in Orienti stranieri, la Loggia gli destina uno o due tutori Massoni di grado non inferiore a quello di Maestro. I figli dei 33\ possono essere iniziati a 17 anni. Il Governo può consentire, per ragioni speciali, la riduzione dei limiti d'età.

346. La domanda di accettazione nell’Ordine di un profano corredata dal certificato penale , dei carichi pendenti rilasciato dal Tribunale di residenza e da quattro fotografie, non può essere inoltrata che da un Fratello della Loggia per mezzo del sacco delle proposizioni, e deve essere compilata nell’apposito modulo del Grande Oriente e sottoscritta dal postulante dal fratello proponente .
Il proponente, ad ogni buon fine, dichiara che, se la proposta di ammissione del profano da lui presentata venisse allo scrutinio respinta, egli non riterrebbe ciò come offesa personale.

347. II Venerabile legge ad alta voce la proposizione senza nominare però il proponente, onde niuno abbia per lui deferenza. Il Venerabile, consultate le Luci, chiede alla Loggia la presa in considerazione, e se questa è approvata nomina tre Commissari informatori. Nel contempo prega il Fratello proponente di assumere in iscritto dal profano le sotto notate notizie:
1) nome e cognome, luogo di nascita, nome del padre e della madre;2) studi seguiti, in qual luogo, in quale istituto o scuola; 3) diplomi ottenuti;
4) luogo di abitazione con dati relativi dai 15 anni in su;
5) incarichi profani avuti,cariche onorifiche ricoperte,professione esercitata;
6) nome di società di cui fa parte;
7) stato civile, nome della moglie e dei figli;
8) quattro fotografie munite retrofirmate dal profano;
9) certificato penale e carichi pendenti rilasciati dal Tribunale di competenza.

348. Se il profano fosse nativo di altro Oriente, ov'egli pure faccia la sua dimora ordinaria, ed ove esista una Loggia regolare, il proponente dovrà spiegare nel biglietto di proposizione i motivi pei quali il profano non abbia ivi chiesta la Luce; e, comunque siano plausibili tali motivi, il Venerabile non destinerà mai i Commissari ad informare senza aver prima interpellato quella Loggia sul proposito, se non abbia ricevuto un riscontro che riesca di soddisfazione a quella cui presiede.

349. Decisa la destinazione dei Commissari, il Venerabile indica segretamente tre Fratelli al Segretario, che loro spedirà le relative istruzioni, senza che l'uno sappia dell'altro.

350 Le informazioni vertono principalmente sulla probità costante del profano nel corso della sua vita; sulla esattezza nel disimpegno dei doveri del suo stato, sulla saviezza e sicurezza dei suoi principii, sulla fermezza del di lui carattere; sull'attività ed ingegno a penetrare, svolgere e conoscere da sè medesimo le alte scienze che l'arcano istituto massonico offre all'esame dei suoi seguaci.

351. I tre Commissari fanno in Loggia ciascuno il loro rapporto separato in iscritto e da essi firmato, per mezzo del sacco delle proposizioni, entro quindici giorni, se il profano trovasi nell'Oriente della Loggia medesima. In caso contrario il Venerabile loro accorderà il tempo necessario. Se tutti tre i rapporti fossero contrari, il Venerabile, dopo averne fatta lettura ad alta voce, tacendo il nome dell'informatore, li abbrucia; se concordemente favorevoli, propone alla Loggia il primo scrutinio segreto, e, nulla emergendo in contrario, lo fa eseguire.

352. Se l'esito del primo scrutinio è favorevole, avrà luogo il secondo; e, se anche questo risulti propizio, si diverrà al terzo. I tre scrutini debbon farsi però in tre Sedute successive; a meno che per motivi urgenti e dalla Loggia formalmente riconosciuti non si trovasse opportuno di fare due scrutini in una Seduta medesima.

353. Fra i Commissari Informatori non può mai comprendersi il proponente; ed è dovere di ciascun Fratello di eseguire segrete indagini sulle qualità del proposto, e di fare o pubblicamente in Loggia o all'orecchio del Venerabile tutte quelle osservazioni che creda utili in cosa di tanto momento.

354. Dal giorno della proposizione a quello dell'ammissione deve correre l'intervallo di tre mesi almeno. Se però per motivi urgenti, come si è detto nell'articolo 352, siansi fatti due scrutini in una Seduta, la Loggia può diminuire il termine a suo arbitrio ed a norma delle circostanze. Se l'ammissione non segua entro nove mesi dal dì della proposizione, questa deve rinnovarsi.

355. Niuna Loggia ammetterà allo scrutinio un profano che essa sappia non essere stato ammesso in altra Loggia, senza prima conoscere le ragioni che l'obbligarono a non farvisi iniziare.

356. Producendo lo scrutinio una sola palla nera, il Fratello che l'avrà messa, nella prossima Seduta, dichiarerà in iscritto al Venerabile il motivo della opposizione, onde sia comunicato alla Loggia per le sue deliberazioni. Se questa dichiarazione non è fatta, la palla nera si avrà per non data.

357. Nel caso di due palle nere, il profano sarà riproposto dopo tre mesi, a meno che la Loggia non determini un più breve tempo.

358. Se trovinsi tre o più palle nere, che non giungano però ad uguagliare il terzo dei votanti, lo scrutinio ricomincerà dopo nove mesi. In tutti i casi la Loggia partecipa subito il nome al Governo dell'Ordine.

359. Quando risulti un terzo o più dei voti contrari, o che lo stesso profano, riproposto dopo nove mesi, abbia avuto nuovamente tre o più palle nere, verrà egli definitivamente escluso, e dovrà farsene rapporto al Grande Oriente onde non sia egli proposto in altra Loggia, se non decorsi i termini della prima sospensione.

360. Nei casi contemplati negli articoli 357 e 358 il Venerabile farà conoscere ufficialmente alle Logge poste nello stesso Oriente il nome del profano, affinchè non sia proposto in altra Loggia, se non decorsi i termini della prima sospensione.

361. Risultando favorevoli i tre scrutini, il Venerabile ne dà partecipazione al Grande Oriente al quale richiede il Nulla Osta; ed, ottenuta la regolare approvazione dal potere superiore, fissa il giorno in cui il proponente dovrà condurre il profano al luogo della sua iniziazione.

362. E' assolutamente vietato il rinchiudere più profani insieme in una stessa Camera di meditazione.

363. Nei giorni d'iniziazione gli Esperti Preparatore e Terribile, ai quali principalmente spetta l'esercizio della ritualità trovatisi prima degli altri Fratelli nel locale, si confermano nella scienza dei propri doveri ed uffici e curano tutte le occorrenti disposizioni.

364. Niun profano scriverà le prove dai Rituali prescritte. La Loggia può ordinare delle prove straordinarie, e modificare le consuete, quando lo stato fisico del profano lo richieda.

365. In tutto il corso del lavoro d'iniziazione, gli Esperti e tutti i Fratelli debbono serbare il contegno e la decenza capaci di imprimere nell'animo del neofita il sentimento della maggior venerazione, evitando qualunque screzio o ridicolaggine.

Della filiazione

 
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