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GRANDE ORIENTE D'ITALIA DELLA MASSONERIA DI RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO

   
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- Dell'Ordine e del Rito in generale -

 

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Della installazione e degli obblighi dei Dignitari ed Ufficiali

283. Del giorno della installazione dei nuovi Dignitari ed Ufficiali tutti i Fratelli debbono essere avvertiti con apposita scheda di convocazione. Gli eletti sono particolarmente invitati a presentarsi in Loggia, per essere messi in possesso delle rispettive cariche.

284. Aperti i lavori, letta la Tavola dei precedenti lavori ed introdotti ritualmente i visitatori, il Venerabile in esercizio invita il Fratello che dovrà rimpiazzarlo a coprire il Tempio; delega tre Fratelli del suo medesimo grado, per quanto sarà possibile, a tenergli compagnia nel vestibolo del Tempio, e dispone che egli sia ricevuto con gli onori attribuiti alla dignità del Venerabile.

285. Una Deputazione di cinque Fratelli, armati di spada e muniti di stelle, introducono il nuovo Venerabile, che passando sotto la volta di acciaio, si arresta poco lungi dall'Ara. Il Venerabile in esercizio, accompagnato dal Primo Diacono, preceduto dal Portastendardo e seguito dall'Araldo, gli va incontro, gli dà l'amplesso fraterno, lo invita a prestare il giuramento e lo conduce all'Ara.

286. Ivi giunto, il Venerabile s'inginocchia, e stesa la destra sul Vangelo di S. Giovanni, dice a voce chiara ed intelligibile: «In nome del G\ A\. D\ U\ e di San Giovanni di Scozia, sotto gli auspici del Grande Oriente d’Italia e del Governo dell'Ordine e sulla fede di Libero Muratore, io giuro di essere fedele osservatore dei doveri della mia carica, di non mancare mai ai lavori di cui mi si affida la direzione, se non in caso d insormontabile ostacolo e di eseguire, per quanto a me spetta, gli Statuti Generali e i Regolamenti dell'Ordine del Rito ed i Regolamenti di questa R\ Loggia all'or... di« Giuro lealtà ed obbedienza al Grande Oriente d’Italia di Rito Scozzese Antico ed Accettato.« Giuro fedeltà ed obbedienza al Sov\ Gr\ Comm\ e Gr\ Maestro, impegnandomi sull'onore di cittadino e di massone di conformarmi sempre in tutto e per tutto, agli ordini della Suprema Autorità e di dichiararmi depositario fedele di tutto quanto dalla Loggia si custodisce e che è di piena ed assoluta pertinenza dell'Ordine e del Rito ».

287. Allora il Venerabile in esercizio porge la mano al suo successore, I) stabilisce nel suo posto, gli cede le insegne della sua dignità e gli presenta le chiavi del Tempio sopra un cuscino portato da un Apprendista, dicendogli: « lo vi consegno, mio Fratello, le chiavi di questo Tempio augusto, ove non dovranno penetrare giammai se non quegli uomini che, spogliati da ogni vana distinzione profana, vi si conducono unicamente per la pratica della virtù ». Gli rimette finalmente il maglietto e gli dice: « Questo maglietto vi servirà per fare eseguire i vostri ordini. Fate che essi siano accetti ai nostri Fratelli e ricordatevi che voi non siete se non il primo tra i vostri eguali».

288. Dopo ciò, il Venerabile uscente fa tirare una triplice batteria di gioia, cui il nuovo Venerabile corrisponde nei modi usati Questi pronunzia allora, se vuole, un discorso analogo alla circostanza.

289. Il nuovo Venerabile si pone subito in esercizio, dirigendo egli stesso la installazione di tutti gli altri Dignitari ed Ufficiali, tanto unitamente che ad uno ad uno. Ma se egli inviti il Venerabile scaduto a continuare cotesta installazione sino al termine, questi è in obbligo di aderirvi.

290. I due Sorveglianti nuovamente eletti, indicati dal Segretario ed invitati dall'Oratore alla prestazione del giuramento, sono del pari condotti all'Ara, ove pronunziano ad alta voce la loro obbligazione: « In nome del G\ A\D\ U\ e di San Giovanni diScozia, sotto gli auspici del Grande Oriente d’Italia e del Governo dell'Ordine e sulla fede di Libero Muratore, io giuro di essere fedele osservatore dei doveri della mia carica; di essere sottomesso, obbediente e fedele al Maestro Ven... di non mancare mai ai lavori di cui mi si affida la direzione, se non in caso di insormontabile ostacolo; di eseguire, per quanto a me spetta, gli Statuti Generali e Regolamenti dell'Ordine e del Rito ed i Regolamenti particolari di questa R\ Loggia ali'Or\ di
« Giuro lealtà ed obbedienza al Grande Oriente d’Italia di Rito Scoz\ Ant\ ed Acc\ e del Governo dell'Ordine da Esso delegato al Governo delle Logge.
« Giuro fedeltà ed obbedienza al Sov\ Gr\ Comm \ e Gran Maestro, impegnandomi sull'onore di cittadino e di Massone di conformarmi sempre, in tutto e per tutto, agli ordini della Suprema Autorità e di assumere solidale responsabilità con il Maestro Venerabile delle obbligazioni assunte dalla Loggia verso la Comunione ».
Sono quindi accompagnati dai Maestri di Cerimonie al posto che loro appartiene
ove dai Dignitari vengono messi in possesso delle insegne ed i strumenti della rispettiva
dignità od ufficio.

291. Eseguita la installazione, l'ex Venerabile ordina che tutta la Loggia presti il giuramento di sottomissione, ubbidienza e fedeltà al Venerabile ed ai sue Sorveglianti, che impugneranno le loro spade, ed egli stesso vi stenderà la sua mano diritta tenendo la sinistra all'ordine. Tutti i Fratelli della Loggia, con la mano sinistra all'ordine, stenderanno la mano destra verso l'Oriente. In questa attitudine l'Oratore, organo della Loggia pronunzierà in di lei nome il cennato giuramento. Indi fatti venire innanzi all'Ara tutti gli Ufficiali nuovi eletti il Venerabile fa loro prestare il seguente giuramento: « In nome del G\ A\ D\ U.\. di San Giovanni dl Scozia, sotto gli auspici del Gr\ Or\ del Governo dell'Ordine e sulla fede di Libero Muratore, io giuro di essere fedele osservatore dei doveri della mia carica; di essere leale, ubbidiente e fedele al Maestro Ven.. ed ai due Sorveglianti, di non mancare mai ai lavori di cui mi si affida la direzione, se non in caso di insormontabile ostacolo; di eseguire, per quanto a me spetta, gli Statuti Generali e Regolamenti dell'Ordine del Rito ed i Regolamenti particolari di questa R Loggia all'Or di « Giuro fedeltà ed obbedienza alGrande Oriente d’Italia di Rito Scoz\ Ant\ ed Acc\ ed al Governo dell'Ordine da Esso delegato al guida delle Logge. « Giuro fedeltà ed obbedienza al Sov\ Gr\ Comm\ e Gran Maestro, impegnandomi sull'onore di cittadino e di Massone di conformarmi sempre, in tutto e per tutto, agli ordini della Suprema Autorità e di assumere solidale responsabilità con il Maestro Ven nelle obbligazioni assunte dalla Loggia verso la Comunione».
Dopo tale giuramento gli Ufficiali vanno ad occupare i rispettivi posti. A tutto questo segue, ad invito dell'ex Venerabile, un applauso generale, cui il nuovo Venerabile corrisponde in favore di tutti i Dignitari ed Ufficiali scaduti.

292. L'Oratore pronunzia in seguito un discorso brillante ed istruttivo pei Fratelli nuovamente eletti e lo termina richiedendo il bacio di pace. Il Venerabile ne dà l'Ordine, ed il desiderio dell'Oratore è subito dalla Loggia eseguito, formando la catena d'unione.

293. In tutto questo lavoro la Loggia è in uno stato permanente di giubilo e di festa. Quindi le divisate funzioni sogliono essere abbellite dalla eloquenza e dalla poesia e compiute con un'Agape.

294. II processo verbale della installazione verrà fatto dal Segretario scadente, e firmato da lui e dal nuovo Venerabile. In esso dovrà esattamente descriversi quanto ha avuto luogo nella Seduta, e principalmente la eseguita e verificata consegna dei registri, carte volanti, libri, sigilli, attrezzi e mobili di ogni specie appartenenti all'Officina fatta dai Dignitari ed Ufficiali scadenti ai nuovi eletti, e da questi riconosciuta ed accetta, rimanendone i primi pienamente discaricati, senza poterne mai più essere ricercati per qualsiasi pretesto. Tale consegna dovrà essere precedentemente posta in ordine.

295. Se un Dignitario Ufficiale nuovamente eletto non intervenga ala Seduta d'installazione e continui a non comparire in Loggia nelle tre Sedute successive, o adduca tutt'altro motivo d'impedimento, fuorchè malattia verificata o necessaria assenza dall'Oriente; o se, messo in possesso della carica, non intervenga in Loggia per tre Sedute di seguito ad esercitare le proprie funzioni senza giustificarsi con uno dei cennati motivi, sarà considerato come rinunciante alla carica, e la Loggia passerà immediatamente alla nomina del suo successore nelle forme prescritte salvo ciò che sarà detto in seguito intorno alle mancanze dei lavori.

Dei lavori di Loggia

 
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